26 luglio 2026 – Cima del Pelvo dalla valle Argentera
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Escursione impegnativa dalla valle Argentera in ambiente molto selvaggio.
Itinerario
Da Cesana saliamo in valle Argentera fino al parcheggio del Pelvo, dove lasciamo le auto. Il sentiero, dopo un breve tratto quasi pianeggiante, inizia a salire molto ripido nel bosco. Si ignora il cartello per Madonna delle Balme e si prosegue sulla traccia di sinistra che esce brevemente dal bosco per abbassarsi leggermente sul torrente, lo attraversa e riprende a salire con percorso ripido sul costone boscoso del versante opposto.
Finite le serpentine un breve rettilineo verso destra conduce a circa 2380 m, in corrispondenza di un torrentello (ottima acqua).
Si vedono sulla destra dei bolli rossi ed arancio, con un marcato sentiero che sale su una sorta di dosso morenico. NON SEGUIRLI, ma cercare sulla sinistra una traccia (due piccole linee rosse su un masso) che si alza ripida per sbucare su un vasto pianoro erboso. Lo si attraversa procedendo verso Sud ed aiutandosi con rari ometti e segni rossi, passando sotto una piccola paretina rocciosa che sostiene un prato superiore. Ci si innalza su un costone erboso fino ad una quota di circa 2730 metri. Da questo punto, sempre seguendo i numerosi ometti ed i segni rossi anche essi frequenti ma un po’ sbiaditi, si inizia a percorrere, dapprima su terreno piuttosto ripido, poi con una lunga traversata verso destra e poi ancora su terreno ripido, una pietraia “infinita” che termina poco sotto il Colle del Pelvo. Il consiglio è di tenersi il più possibile a destra (senza esagerare troppo però) parallelamente ad una poco marcata cresta erbosa che separa il pendio alto da quello più in basso, in modo tale da evitare la fascia di pietraia più ostica e con qualche saliscendi. Se si ha la fortuna di individuarlo (è più facile in discesa) il sentiero è tutto sommato non male, anche se a tratti si perde e bisogna saltare tra i massi. Si raggiunge un primo colletto, che dà accesso al tratto finale prima del colle vero e proprio. Qui non conviene tenersi alti con un traverso, ma è meglio andare sul fondo del ghiaione fino alla verticale del colle, e risalire questo ripido pendio alla meglio (si muove tutto). Pochi metri prima del colle riappare la traccia. Da questo punto, su traccia ripida ma comodamente camminabile che percorre l’ampio crestone detritico, si raggiunge la cima del Pelvo (croce metallica).
Discesa sullo stesso percorso di salita.
- Quota partenza
1840
- Quota vetta
3266
- Dislivello
1450
- Difficoltà
EE
- Esposizione
Nord-Est
- Ritrovo
h 6:30 Gros, Jouvenceaux
h 7:00 Gustock, Cesana
- Partenza
h 7:15
- Tempo di salita
h 4:30 circa
- Tempo di discesa
h 3:00 circa
Materiale ed Abbigliamento:
Indumenti adeguati ai percorsi di alta montagna; protezioni personali per mani, viso e occhi adatte a proteggere dal freddo e dai riverberi solari (crema solare). Si consigliano cappello (scarsi o scarsissimi alberi lungo tutto l’itinerario) e riserva d’acqua abbondante. OBBLIGATORIE CALZATURE ALTE e consigliati pantaloni lunghi e bastoncini.
Requisiti: Partecipazione gratuita aperta a tutti gli iscritti al CAI in regola con la quota associativa. I soci partecipanti devono essere autosufficienti ed in grado di affrontare le difficoltà del percorso proposto.
Prenotazioni: ENTRO IL GIORNO venerdì 24 luglio 2026 TRAMITE E-MAIL scrivendo a: info@caibardonecchia.it indicando:
- nome e cognome
- CAI di appartenenza
- riferimento telefonico
Per motivi organizzativi ed assicurativi non possono essere accettate adesioni in assenza delle informazioni richieste.
Posti limitati (12 partecipanti): visto il numero limitato di posti verrà data precedenza agli iscritti al CAI Bardonecchia e Sotto-Sezione Sauze d’Oulx. I soci di altre sezioni saranno inseriti in lista d’attesa ed alla chiusura delle iscrizioni informati della eventuale accettazione.
Direttore di escursione: Giorgio Colamartino (AE), 335 778 2242, giocol62@gmail.com
Accompagnatore: Davide Scotto, 328 2132600, davide.scotto@gmail.com
L’itinerario può essere annullato o cambiato dal direttore di gita in caso di meteo avverso o per insufficienti condizioni di sicurezza.
